Racconti (brevi) per ragazzi

IL TELEFONINO

Fino  alla scorsa generazione il telefonino era un oggetto riservato agli adulti (anzi, a pochi di loro, quelli che se lo potevano permettere). Serviva quasi esclusivamente per il lavoro, anzi a solo qualche tipo di lavoro (come i commercianti o i politici). Oggi non c’è ragazzo che non ne abbia uno o che comunque sappia usare quello dei genitori o dei fratelli maggiori per inviare i messaggi anche più innocui o sciocchi.

Anche a scuola, nonostante il divieto delle autorità scolastiche, gli alunni lo usano in continuazione, mandando msm ai compagni che si trovano nella parte opposta dell’aula o a quelli di qualche classe in fondo al corridoio, per uno scambio di barzellette o per darsi un appuntamento in bagno per fare due chiacchiere. Gli insegnanti lo sanno bene che col telefonino i loro alunni possono scambiarsi anche il risultato del problema che stanno svolgendo: in questi casi sono più vigili del solito se vedono qualcuno digitare su un telefonino nascosto tra le mani sotto il banco. Qualche giorno fa la maestra ha colto in fragrante un alunno che stava digitando il valore di un’ipotenusa. Era sbagliato e avrebbe fatto sbagliare anche il compagno cui era indirizzato il messaggio.

Fece finta di suggerire al primo l’esatto valore, ma subito dopo gli sequestrò il telefonino. L’ora di matematica stava finendo e Daniel (un ragazzo spagnolo immigrato da poco in Italia il cui padre faceva l’operatore ecologico) non fece in tempo a suggerirlo a Mirko (figlio del sindaco del paese, quasi per ringraziarlo per l’assunzione del padre). L’insegnante si era messa di fianco a Daniel in modo da impedirgli di comunicare neppure con le dita il risultato del problema. Il telefonino era così neutralizzato.

Fuori dall’aula Daniel cercò inutilmente di scusarsi con il complice. Un nuovo strumento di comunicazione rischiava di far crollare (invece che di consolidare) la loro amicizia…per una ipotenusa! Daniel però temeva maggiormente per la mattina seguente, quando la madre sarebbe dovuta venire a ritirare personalmente il telefonino dalla maestra. Forse per punizione la madre gliel’avrebbe sequestrato per una settimana o anche più… il tempo necessario di venire a conoscere l’esatto valore di quella mal…benedetta ipotenusa.

 

Percorso

Home Racconti Racconti (brevi) per ragazzi